Gli esperti lavorano senza sosta per combattere il Coronavirus, cercano di capire cosa può favorire la diffusione in modo da interrompere questa atroce pandemia. L’inquinamento favorisce la diffusione del Coronavirus? Questa domanda frulla nella testa di molti addetti ai lavori ed una ricerca delle università di Bologna e di Bari ha pubblicato una relazione circa l’effetto dell’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione del virus nella popolazione.” “Position Paper” redatto da SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale).

COSA SI E’ SCOPERTO CON QUESTA RICERCA?

I dati che emergono da questa ricerca darebbero una risposta positiva alla nostra domanda. Quello che c’è da capire ora è il quantum. Quanto può l’inquinamento favorire la diffusione del virus? Per rispondere dobbiamo guardare i dati. Guardiamo cosa succede in Lombardia, senza dubbio la regione d’Italia più colpita. Il tasso di mortalità da CoronaVirus è molto più alto rispetto a tutto il resto del Paese si attesta all’11%, contro il 5,6% del resto delle regioni. Solo la Lombardia conta 28.545 casi. Un lombardo ogni 568 è risultato positivo al virus, mentre nel resto delle regioni è stato riscontrato un caso ogni 2.794 abitanti. Le regioni che, insieme alla Lombardia, sono state più colpite sono Emilia Romagna, Piemonte e Veneto. Quale caratteristica accomuna queste zone d’Italia? L’aria inquinata. Sono senza dubbio le regioni con il tasso più alto di inquinamento in Italia. Lega ambiente pubblica ogni anno delle statistiche allarmanti sul tema con dei dati che fanno davvero rabbrividire.

QUALI SONO LE CONCLUSIONI?

Le conclusioni tratte dalla ricerca realizzata da SIMA sono “Si evidenzia come la specificità della velocità di incremento dei casi di contagio che ha interessato in particolare alcune zone del Nord Italia potrebbe essere legata alle condizioni di inquinamento da particolato atmosferico che ha esercitato un’azione di carrier (trasportatore) e di boost (amplificatore)”. Basti pensare inoltre che Brescia è tra le città più colpite per inquinamento e caso di focolai di Coronavirus.

E’ ora noto che l’inquinamento favorisce la diffusione del virus perchè si è scoperto che il atmosferico funziona da vettore di trasporto per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus che si “attaccano” (con un processo di coagulazione) anche per ore, giorni o settimane. Inoltre, sarebbero lunghe le distanze che il virus potrebbe percorrere così trasportato

E’ inutile dire che tutte le fonti di energia utilizzate dalla maggior parte delle industrie e delle case, come carbone metano e quant’altro non hanno fatto che preparare il terreno fertile per la diffusione del virus. Questo non è di certo il primo virus che trova nell’inquinamento un alleato. Gli stessi studi erano stati fatti per la diffusione di altre patologie come la polmonite.

QUAL E’ L’UNICA SOLUZIONE PLAUSIBILE?

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